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Artemis III: la NASA svela i dettagli della complessa missione per tornare sulla Luna

La NASA ha pubblicato nuovi dettagli sulla missione Artemis III, prevista per il 2026. Sarà una delle missioni più complesse mai tentate.

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Artemis III: la NASA svela i dettagli della complessa missione per tornare sulla Luna
astrofisica fisica fotografia tecnologie

La missione Artemis III cambia funzione nel programma lunare della NASA. Non sarà l’allunaggio con equipaggio che per anni era stato associato a questa fase del programma. Sarà invece una missione dimostrativa in orbita terrestre bassa, prevista nel 2027, pensata per testare l’aggancio tra la capsula Orion e uno o entrambi i lander commerciali sviluppati da SpaceX e Blue Origin. La distinzione è importante: la NASA non abbandona il ritorno umano sulla Luna ma sposta l’obiettivo dell’allunaggio alla missione Artemis IV, indicata nei documenti aggiornati come tappa prevista per l’inizio del 2028.

La NASA ha riprofilato Artemis III, ma il piano lunare esisteva

Per anni, Artemis III è stata presentata come la missione del ritorno umano sulla Luna: nel settembre 2020 la NASA scriveva che Artemis III avrebbe riportato l’umanità sulla superficie lunare, con astronauti diretti al polo sud. Nel 2022, l’agenzia annunciò 13 regioni candidate per l’atterraggio vicino al polo sud lunare. Nel 2023, una pagina NASA definiva Artemis III il ritorno dell’umanità sulla superficie lunare e la prima missione umana verso quella regione.

Anche nel 2024 la NASA continuava a parlare di regioni candidate per l’allunaggio di Artemis III. Nel febbraio e marzo 2026, però, l’agenzia ha aggiornato l’architettura del programma Artemis: la missione Artemis III è diventata una dimostrazione in orbita terrestre bassa. Il compito non sarà scendere sulla Luna ma provare operazioni indispensabili per farlo in seguito, presumibilmente nel 2028, con Artemis IV.

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Artemis III diventa una prova tecnica in orbita terrestre

Il nuovo profilo di Artemis III prevede il lancio di quattro astronauti con Orion sul razzo SLS dal Kennedy Space Center, in Florida. La capsula resterà in orbita terrestre bassa per testare operazioni integrate con i lander commerciali. La NASA indica in particolare le manovre di rendezvous e docking tra Orion e i veicoli di SpaceX e Blue Origin.

Rendezvous” significa avvicinamento controllato tra due veicoli spaziali. “Docking” significa aggancio fisico.

La NASA prevede anche una configurazione diversa del razzo: al posto dell’Interim Cryogenic Propulsion Stage sarà usato uno spacer, cioè un elemento strutturale senza capacità propulsive.

Orion dovrà agganciarsi ai lander di SpaceX e Blue Origin

Il test riguarda il nodo più delicato del programma Artemis: l’integrazione tra Orion e i lander lunari. Orion è la capsula che porta gli astronauti nello spazio e li riporta sulla Terra. Non è progettata per atterrare sulla Luna. Per scendere sulla superficie servono lander dedicati, sviluppati da aziende private sotto contratto NASA.

I due sistemi coinvolti sono Starship HLS di SpaceX e Blue Moon di Blue Origin. La NASA vuole verificare se Orion potrà agganciarsi in modo sicuro a uno o entrambi questi veicoli. Il test può includere anche verifiche sui sistemi di supporto vitale, comunicazioni, propulsione e interfacce operative.

Artemis IV raccoglie l’obiettivo dell’allunaggio con equipaggio

Il nuovo calendario sposta il ritorno degli astronauti sulla superficie lunare ad Artemis IV. Il documento NASA “Going Back to the Moon” indica Artemis III come test del sistema di atterraggio umano e delle tute EVA in orbita terrestre nel 2027. Nello stesso schema Artemis IV è indicata come ritorno degli astronauti sulla superficie lunare all’inizio del 2028.

La missione Artemis III diventa quindi un banco di prova: non porterà astronauti sulla superficie lunare ma servirà a capire se l’architettura scelta dalla NASA è pronta per farlo con Artemis IV.

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